﻿{"id":2230,"date":"2024-04-10T12:24:49","date_gmt":"2024-04-10T09:24:49","guid":{"rendered":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/?p=2230"},"modified":"2024-04-17T13:40:46","modified_gmt":"2024-04-17T10:40:46","slug":"la-popolazione-richiede-sempre-maggiori-servizi-fondamentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2024\/04\/la-popolazione-richiede-sempre-maggiori-servizi-fondamentali\/","title":{"rendered":"&#8220;Le opportunit\u00e0 di investimento o di collaborazione pubblico-privato a partire dalle infrastrutture e dall\u2019agroalimentare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intervista all&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia in Uganda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mauro Massoni<\/strong><\/p>\n<p>Saremo impegnati insieme ad AICS, in sinergia con i partner internazionali e locali, in un progetto di cooperazione delegata con l\u2019Unione Europea per consolidare il dialogo su tutti i settori legati alla preservazione, riforestazione e miglioramento della gestione del patrimonio forestale\u201d<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 stato appena nominato nuovo Ambasciatore a Kampala e, proprio di recente, ha presentato le lettere credenziali al Presidente della Repubblica dell&#8217;Uganda, Yoweri Kaguta Museveni. Quale Paese ha trovato e quali sono i suoi obiettivi prioritari in vista del suo mandato?<\/strong><\/p>\n<p>Lo scorso 5 marzo ho presentato le credenziali al Presidente della Repubblica dell\u2019Uganda, Yoweri Kaguta Museveni, nella sua residenza a Entebbe sul lago Vittoria. Sono stato Ambasciatore in Kenya dal 2013 al 2018 e per me \u00e8 un grandissimo onore tornare a rappresentare l\u2019Italia in un\u2019area cos\u00ec dinamica del Continente: oltre all\u2019accreditamento in Uganda, nei prossimi mesi presenter\u00f2 le credenziali anche in Ruanda e Burundi per essere accreditato anche in questi due Paesi.<\/p>\n<p>L\u2019Uganda \u00e8 un Paese estremamente giovane e Kampala \u00e8 una citt\u00e0 vivace e in crescita e il traffico che la caratterizza ne \u00e8 l\u2019emblema. Mi sembrano comunque innegabili le sfide che attendono la Capitale e il Paese: la popolazione crescente richiede sempre maggiori servizi, penso ad esempio a scuole, ospedali, strade, cosi come aree verdi che nel medio-lungo termine saranno fondamentali per assicurare la vivibilit\u00e0 della Capitale.<br \/>\nAssumo il mio servizio in un momento di rinnovato interesse dell\u2019Italia per il Continente africano, come testimonia il lancio del Piano Mattei da parte del Presidente del Consiglio Meloni. L\u2019Italia pu\u00f2 vantare in Uganda (come in molti altri Paesi africani) una storica presenza di missionari, organizzazioni della societ\u00e0 civile, volontari e imprese. Nel corso del mandato il mio obiettivo primario sar\u00e0 sostenere il rafforzamento della collaborazione bilaterale in tutti i settori, in particolare quello commerciale e della cooperazione allo sviluppo. Grazie all\u2019impulso politico dato dal Vertice Italia-Africa e al recente incontro tra il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e la Primo Ministro ugandese, Robinah Nabbanja, questi primi mesi del mio mandato sono stati particolarmente intensi e sono convinto che attraverso il lavoro di squadra dell\u2019Ambasciata con ICE-Agenzia e AICS (che dovrebbe riaprire nei prossimi mesi un ufficio a Kampala), nonch\u00e9 con la collaborazione dei nostri connazionali e di tutti gli attori pubblici e privati, i risultati non mancheranno.<\/p>\n<p><strong>La terza edizione del Business Forum Uganda-UE si \u00e8 tenuta a Kampala dal 5 al 7 marzo 2024. Quali sono le principali opportunit\u00e0 emerse per le imprese italiane?<\/strong><\/p>\n<p>Dal 5 al 7 marzo abbiamo partecipato insieme a una delegazione di Confindustria Assafrica e Mediterraneo e ad alcune aziende italiane al terzo Business Forum Uganda-UE: si \u00e8 trattato di un\u2019eccellente opportunit\u00e0 per favorire la conoscenza reciproca tra operatori economici europei (inclusi gli italiani ovviamente) e ugandesi, per approfondire e valutare future collaborazioni, nonch\u00e9 un\u2019ottima occasione per valorizzare quanto fanno le imprese europee in Uganda.<br \/>\nQuest\u2019anno il Business Forum ha avuto alcuni settori focus quali: il turismo sostenibile, l\u2019industria mineraria, le infrastrutture abilitanti (energia e digitale) e l\u2019agribusiness. Credo che le aziende italiane possano cogliere le opportunit\u00e0 di investimento o di collaborazione pubblico-privato in tutti questi settori, a partire dalle infrastrutture e dall\u2019agroalimentare, in linea con le priorit\u00e0 evidenziate nei piani di sviluppo del Governo ugandese e nella Vision Uganda 2040.<br \/>\nPresentazione delle credenziali al Presidente della Repubblica dell\u2019Uganda, Yoweri Kaguta Museveni L\u2019Uganda \u00e8 un Paese con eccellenti condizioni climatiche, ma con un settore primario che presenta ampi margini di miglioramento in termini di performance. Gli investimenti in meccanizzazione, soluzioni tecnologiche all\u2019avanguardia e nuovi sistemi di irrigazione possono andare in questa direzione, favorendo la resa produttiva e nel lungo termine la sostenibilit\u00e0 ambientale. Sempre nel settore agroalimentare, credo ci siano buoni margini nel settore della trasformazione alimentare e in tutte le iniziative orientate all&#8217;export, come l&#8217;itticoltura.<\/p>\n<p>Torno al fattore ambientale perch\u00e9 credo sia uno dei maggiori punti di forza del Paese, fondamentale per comprendere le opportunit\u00e0 che offre questo Paese. Oltre al primo lago in Africa (il celebre lago Vittoria), l\u2019Uganda \u00e8 punteggiata da moltissimi bacini di acqua dolce e a Jinja (a pochi chilometri da Kampala) nasce il Nilo Bianco che attraversa il Paese da sud a nord: questo ci fa capire quanto il Paese abbia una vocazione naturale per le energie rinnovabili, a partire da quella idroelettrica, ma anche solare. Con maggiori investimenti e soluzioni innovative, nel medio termine si potrebbe pensare anche a soluzioni \u201cwaste-to-energy\u201d che consentirebbero di ridurre l\u2019impatto ambientale di una popolazione in pieno boom demografico.<\/p>\n<p>Il fattore climatico \u00e8 infatti strettamente connesso a quella della crescita della popolazione che entro il 2060 dovrebbe superare i 100 milioni di abitanti e dunque di consumatori. Il Paese, sia le aree urbane che quelle rurali, ha bisogno di nuove infrastrutture (strade, ponti, aeroporti) e di progetti di elettrificazione che possano proiettare nel futuro le aree rurali, rendendole pi\u00f9 connesse ai grandi centri urbani e allo stesso tempo evitare il congestionamento della Capitale.<br \/>\nRicollegandomi alla prima domanda: sono arrivato da pochissime settimane e ancora non ho avuto la possibilit\u00e0 di scoprire le bellezze naturali di quella che Winston Churchill ha ribattezzato la \u201cPerla d\u2019Africa\u201d. L\u2019Uganda ha moltissimo da offrire sotto il profilo naturalistico e ritengo ci sia spazio per investimenti nel settore turistico, in particolare del turismo sostenibile (ad esempio con iniziative agroturistiche legate al caff\u00e8 e al t\u00e8) e nella conservazione.<\/p>\n<p><strong>Un settore di intervento prioritario per le aziende italiane in Uganda \u00e8 senza dubbio l&#8217;agroalimentare. L&#8217;Italia, ad esempio, \u00e8 il maggior importatore di caff\u00e8 ugandese. Quali sono gli altri settori in cui il nostro Paese pu\u00f2 investire per contribuire ad aumentare gli scambi commerciali? <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Uganda ha un\u2019economia ancora fortemente legata all\u2019agricoltura, mentre, l\u2019Italia \u00e8 tra i primi Paesi al mondo per meccanizzazione agricola e per la produzione di meccanica strumentale: ritengo dunque che le nostre economie, pur a stadi diversi di sviluppo, siano in parte complementari. In tal senso, un maggiore utilizzo da parte degli ugandesi dei macchinari italiani, ad esempio nel settore della trasformazione alimentare, potrebbe senz\u2019altro favorire l\u2019interscambio commerciale. Grazie principalmente all\u2019aumento delle nostre importazioni di caff\u00e8 siamo il primo partner commerciale dell\u2019Uganda, ma c\u2019\u00e8 ancora un buon potenziale inespresso: il commercio bilaterale ha superato negli ultimi due anni i 330 milioni con un avanzo commerciale in favore dell\u2019Uganda. Con una classe media emergente che guarda con interesse ai beni di lusso e allo stile di vita italiano e un\u2019industria manifatturiera in espansione, sono certo che il commercio bilaterale continuer\u00e0 ad aumentare.<\/p>\n<p><strong>Dalla costruzione e ammodernamento delle linee ferroviarie alla realizzazione di nuove dighe lungo il fiume Nilo, passando per la costruzione di centrali idroelettriche e solari: le infrastrutture sono un altro settore fiorente dell&#8217;economia ugandese. Quale ruolo possono svolgere le aziende italiane in questo ambito?<\/strong> <strong>Quali suggerimenti ha per gli imprenditori che si affacciano sul mercato locale?<\/strong><\/p>\n<p>Alcune aziende italiane, in collaborazione con partner e finanziatori internazionali, hanno realizzato in passato dighe e impianti idroelettrici sul Nilo e su altri corsi d\u2019acqua in Uganda. Attraverso un\u2019intensificazione dei contatti, gi\u00e0 avviati a margine dell\u2019ultimo Business Forum, tra realt\u00e0 italiane, internazionali e locali e con un adeguato supporto finanziario, si possano creare le condizioni per sviluppare insieme nuovi progetti. Non mi riferisco solo al settore delle costruzioni, ma in generale al comparto infrastrutturale e dei servizi, inclusi i servizi di ingegneria, project management e consulenza.<br \/>\nA mio avviso, un fattore importante per le aziende italiane \u00e8 poter disporre di un proprio ufficio di rappresentanza in Uganda (o almeno un ufficio regionale) per sviluppare i rapporti commerciali e istituzionali. Sono convinto che il fattore umano e la fiducia che si pu\u00f2 instaurare durante i contatti personali e le riunioni in presenza siano ancora molto importanti per lo sviluppo del business. L\u2019Uganda ha sicuramente molti punti di forza, che ho menzionato in precedenza, ma anche un clima d\u2019affari con alcuni elementi di debolezza, quali una popolazione ancora non pienamente alfabetizzata, farraginosit\u00e0 burocratiche, tentativi di truffe e di corruzione. Soprattutto per risolvere queste ultime due criticit\u00e0, \u00e8 importante che le imprese che si affacciano sul mercato ugandese mantengano una presenza in loco. In ogni caso, aziende italiane, che non hanno un ufficio in Africa orientale, si rivolgono all\u2019Ambasciata e al desk di ICE-Agenzia a Kampala per un supporto istituzionale e raccogliere pi\u00f9 informazioni sulle possibilit\u00e0 offerte dal mercato locale e sui relativi rischi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Uganda, tra l&#8217;altro, \u00e8 un Paese famoso per le sue foreste e per una fauna molto rara. Cosa pensa della strategia attuata dal Governo di Kampala e come pu\u00f2 l&#8217;Italia entrare in questo settore?<\/strong><\/p>\n<p>I parchi nazionali sono uno dei fiori all\u2019occhiello del turismo ugandese; la presenza e la conseguente necessit\u00e0 di tutela dei gorilla di montagna sono una caratteristica unica che l\u2019Uganda condivide con Ruanda e Repubblica Democratica del Congo: i famosi silverback continuano ad attirare turisti da tutto il mondo. Secondo la World Bank, nel decennio 2010-19 gli arrivi internazionali sono aumentati costantemente, raggiungendo 1,5 milioni nel 2019, con oltre 650.000 lavoratori impiegati nel comparto turistico (7,4 per cento della forza lavoro nel 2019). Oggi dopo il Covid-19 e l\u2019epidemia di ebola scoppiata in alcuni distretti del Paese nel 2022, i visitatori internazionali stanno tornando (anche se a un ritmo pi\u00f9 lento rispetto agli altri Paesi dell&#8217;East African Community) ai livelli pre-pandemici. Al di l\u00e0 dell\u2019importante apporto degli operatori privati, credo che l\u2019Italia possa giocare un ruolo importante anche nel settore della tutela ambientale: nell&#8217;ambito di un accordo tecnico di collaborazione siglato nel 2015 tra l\u2019Arma dei Carabinieri e le Autorit\u00e0 ugandesi, due anni fa i nostri Carabinieri hanno svolto alcuni training a beneficio di 40 Ranger della Uganda Wildlife Authority (UWA) provenienti dai tre pi\u00f9 importanti Parchi nazionali: Queen Elizabeth e Murchison Falls (al confine con la RDC) e Kidepo (al confine con Sud Sudan e Kenya). I settori interessati dal training comprendevano: topografia, navigazione terrestre, difesa personale, addestramento al tiro, tecniche di primo soccorso, antibracconaggio, applicazione della Convenzione CITES, tecniche di conservazione ambientale e contrasto al traffico di rifiuti nocivi. Sempre nel settore ambientale, a partire da quest\u2019anno, saremo impegnati insieme ad AICS, in sinergia con i partner internazionali e locali, in un progetto di cooperazione delegata con l\u2019Unione Europea per consolidare il dialogo su tutti i settori legati alla preservazione, riforestazione e miglioramento della gestione del patrimonio forestale. In un momento storico in cui sono innegabili i cambiamenti climatici, \u00e8 fondamentale promuovere le iniziative di riforestazione, sostenendo anche iniziative di conservazione, con pattuglie anti-bracconaggio, progetti di ripristino degli habitat originari con il pieno coinvolgimento delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2024.03.26-Diplomazia-Economica_DEF.pdf\">Diplomazia-Economica.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervista all&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia in Uganda Mauro Massoni Saremo impegnati insieme ad AICS, in sinergia con i partner internazionali e locali, in un progetto di cooperazione delegata con l\u2019Unione Europea per consolidare il dialogo su tutti i settori legati alla preservazione, riforestazione e miglioramento della gestione del patrimonio forestale\u201d Lei \u00e8 stato appena nominato nuovo Ambasciatore [&hellip;]","protected":false},"author":4,"featured_media":1951,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-2230","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2230"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2307,"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2230\/revisions\/2307"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1951"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkampala.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}