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L’Italia a sostegno dell’Ucraina

Data:

24/02/2023


L’Italia a sostegno dell’Ucraina

L’Italia condanna con la massima fermezza l’aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l’Ucraina, che costituisce una palese violazione del diritto internazionale e dei principi umanitari.
L’Italia sottolinea il suo pieno sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina, alla sua piena sovranità e indipendenza entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti e il suo impegno proattivo nell’ambito degli sforzi della comunità euro-atlantica a sostegno dell’Ucraina.
L’Italia sostiene inoltre pienamente il percorso europeo dell’Ucraina e ha contribuito attivamente alla concessione dello status di candidato all’UE a Kyiv.
In coordinamento con i partner, l’Italia condanna con forza i referendum farsa della Russia e l’annessione delle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhia e non riconoscerà mai tali atti illegali. L’ambasciatore russo a Roma è stato convocato il 3 ottobre presso il Ministero degli Affari Esteri per trasmettere questi messaggi.
Sosteniamo inoltre la futura ricostruzione dell’Ucraina, in linea con i principi e gli impegni approvati dalla Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina tenutasi a Lugano il 4-5 luglio. In linea con le priorità della nostra azione diplomatica, chiediamo alla Russia di cessare immediatamente le ostilità, di assicurare un passaggio sicuro ai civili dando il proprio consenso e rispettando i corridoi umanitari e di astenersi da qualsiasi azione che possa colpire infrastrutture civili e critiche o impianti nucleari.
L’Italia continua a sollecitare la Russia a porre immediatamente fine alle sue misure escalatorie, compresa l’irresponsabile retorica nucleare, e sottolinea che qualsiasi uso di armi nucleari da parte della Russia sarà accolto con gravi conseguenze.
Respingiamo le azioni della Russia presso la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhya e le crescenti pressioni esercitate sul personale del sito. La sicurezza, la protezione e le salvaguardie dell’impianto nucleare sono fondamentali e sosteniamo pienamente gli sforzi dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica a questo proposito.
L’Italia continua altresì a chiedere alla Russia di impegnarsi in un dialogo mirato e in negoziati volti a stabilire un cessate il fuoco e misure umanitarie per elaborare una soluzione condivisa e sostenibile del conflitto.
L’Italia sostiene i colloqui e i contatti in corso tra Ucraina e Russia. Siamo consapevoli del grande divario tra le posizioni delle due parti, ma continuiamo a sentirci incoraggiati dalla volontà di entrambi di continuare ad impegnarsi.
A tal fine, l’Italia continuerà ad esercitare pressioni sulla Russia impegnandosi a livello multilaterale per garantire l’isolamento della Russia alla luce del suo insensato disprezzo dei valori, dei principi e delle norme dell’ordine internazionale, e per perseguirne la responsabilità per le gravi violazioni che ha commesso e che continua a commettere.
Durante la sua Presidenza di turno del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, l’Italia ha presieduto la riunione del Comitato nella quale è stata presa la decisione di sancire la cessazione dell’appartenenza della Federazione Russa al Consiglio d’Europa a partire dal 16 marzo.
In ambito OSCE, l’Italia ha condiviso la decisione di attivare due volte il Meccanismo di Mosca dell’OSCE sui diritti umani per l’istituzione di una missione di esperti incaricata di esaminare l’impatto sui diritti umani e umanitari dell’invasione e degli atti di guerra della Federazione Russa nei confronti della popolazione ucraina.
L’Italia sostiene l’azione dell’UE volta ad isolare e ad esercitare pressioni sulla Russia nei vari gruppi e riunioni dell’OMC, nonché a prendere in considerazione azioni per sospendere concessioni o altri obblighi nei confronti della Federazione Russa, quale la sospensione dello status di nazione più favorita. Analogamente, l’Italia sostiene l’azione dell’UE volta a sospendere il processo di adesione della Bielorussia.
Al contempo, l’Italia esorta gli attori principali a fare pressione sulla Russia affinché eserciti moderazione e faccia un passo avanti verso una soluzione diplomatica della crisi attraverso i colloqui di pace.
L’Italia sta lavorando con partner e alleati per individuare, prevenire, monitorare e reagire alla disinformazione russa, alla manipolazione delle informazioni e all’interferenza nelle informazioni.
L’Italia si è unita a più di 40 partner per deferire la situazione in Ucraina al procuratore della Corte Penale Internazionale, al fine di accelerare le indagini su presunti crimini di guerra, crimini contro l’umanità o genocidio commessi in Ucraina. In risposta alla richiesta del Procuratore Khan, l’Italia ha impegnato un contributo volontario di mezzo milione di euro al Fondo fiduciario istituito dalla Procura e ha espresso la disponibilità a schierare diversi esperti a supporto delle indagini della Corte. Fornisce inoltre un contributo aggiuntivo al Fondo fiduciario per le vittime.
Insieme ai suoi partner, l’Italia ha ripetutamente affermato il suo sostegno alla richiesta dell’Ucraina di avviare un procedimento contro la Russia presso la Corte Internazionale di Giustizia ai sensi della Convenzione sul genocidio del 1948. Lo scorso 15 settembre l’Italia, invocando l’articolo 63 dello Statuto della Corte, ha ufficialmente depositato una dichiarazione di intervento nel caso in questione.
L’Italia ha chiesto di intervenire come terza parte nel procedimento presso la Corte Europea dei diritti dell’uomo relativo alle accuse dell’Ucraina di violazioni massicce e gravi dei diritti umani commesse dalla Federazione Russa nelle sue operazioni militari.
L’Italia ha sostenuto attivamente l’adozione delle quattro Risoluzioni approvate dall’Assemblea Generale sull’aggressione russa all’Ucraina. L’ultima Risoluzione, adottata il 12 ottobre con il maggior numero di voti a favore dall’inizio del conflitto (143 sì, 5 no, 35 astensioni), ha indiscutibilmente respinto i “referendum farsa” organizzati dalla Russia e riaffermato i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite.
L’Italia ha aderito al Group of Friends of Accountability formatosi a seguito dell’aggressione contro l’Ucraina.
Nell’ambito del Consiglio per i Diritti Umani (CDU), l’Italia ha sostenuto attivamente le iniziative ucraine volte a denunciare le perduranti violazioni dei diritti umani e a promuovere l’accertamento delle relative responsabilità. All’inizio di marzo l’Italia ha appoggiato la richiesta di tenere un dibattito urgente sulla situazione dei diritti umani in Ucraina ed è stata tra i primi co-sponsor della risoluzione del Consiglio per i Diritti Umani, che ha istituito una commissione d’inchiesta internazionale e indipendente per accertare tutti i presunti abusi e violazioni dei diritti umani e le violazioni del diritto internazionale umanitario che si stanno verificando nell’ambito dell’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina. In occasione della 49esima sessione del Consiglio per i Diritti Umani, insieme ad altri 50 paesi (compresi tutti gli Stati membri dell’UE, gli USA e il Regno Unito), l’Italia ha anche sottoscritto una dichiarazione congiunta transregionale promossa dalla Polonia in cui ha espresso profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani nella Federazione Russa. Anche all’interno del Consiglio per i Diritti Umani (CDU), insieme ad altri 54 Paesi, compresi tutti gli Stati membri dell’UE, l’Italia ha sostenuto la convocazione della Sessione Speciale del 12 maggio sul deterioramento della situazione dei diritti umani in Ucraina a seguito dell’aggressione russa che ha portato all’adozione di una risoluzione co-patrocinata da tutti gli Stati membri dell’UE e adottata a larga maggioranza (33 voti favorevoli, 2 contrari e 12 astenuti), che approfondisce e rafforza il mandato della commissione d’inchiesta. Abbiamo continuato a sollevare l’attenzione sulla situazione dei diritti umani in Ucraina anche durante la 51a sessione del Consiglio (12 settembre-7 ottobre), anche intervenendo a titolo nazionale nel dialogo interattivo con l’Alto Commissario sul suo aggiornamento orale sulla situazione dei diritti umani in Ucraina. Sempre nell’ambito della 51a sessione del CDU, l’Italia ha co-sponsorizzato un evento a latere promosso dall’Ucraina sul tema dell’accountability.
L’Italia ha co-sponsorizzato la Decisione recentemente adottata dal Consiglio Esecutivo dell’UNESCO per ridurre l’impatto della guerra sul patrimonio culturale dell’Ucraina. Inoltre, l’Italia sta curando la delicata questione della sostituzione della Presidenza russa alla sessione di giugno del Comitato per il Patrimonio Mondiale e della relativa sede ospitante.
L’Italia ha votato la sospensione di tutte le attività svolte dall’OCSE con la Russia e una conseguente decisione del Consiglio dell’OCSE è stata adottata. Inoltre, l’Italia, in qualità di Presidente della Riunione del Consiglio dei ministri dell’OCSE del 2022, ha proposto di discutere la crisi in Ucraina alla Ministeriale di giugno, la più importante riunione annuale dell’Organizzazione; la proposta è stata accolta.
Nel quadro dell’UE, l’Italia ha costantemente sostenuto la decisione della Commissione di rilasciare un primo contributo di 1 miliardo di euro per sostenere i bisogni finanziari a breve termine dell’Ucraina.
L’Italia ha inoltre contribuito all’approvazione del regolamento del Consiglio dell’UE del 24 maggio 2022 che prevede la liberalizzazione temporanea del commercio e altre concessioni commerciali per alcuni prodotti ucraini, misura che può sostenere in modo significativo l’economia ucraina.


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